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Defibrillatori in soccorso per via aerea. In Svezia un progetto pilota con droni

Defibrillatori in soccorso per via aerea. In Svezia un progetto pilota con droni

L'impiego dei droni allarga sempre più il proprio raggio di azione e questa volta ad essere interessato e l'ambito del primo soccorso in caso di arresto cardiaco.

Le statistiche a livello europeo dicono che circa il 70% degli infarti avviene in ambito domestico e che in questi casi agire con velocità è fondamentale per salvare una vita ed anche un minuto in più o in meno può fare la differenza.

In Svezia, dove si sono chiesti se ci fosse un sistema di intervento più veloce delle ambulanze, nelle città di Goteborg e Kungalv è stato avviato un progetto pilota con l'uso di droni e defibrillatori che ha coinvolto operatori di emergenza, piloti di droni e controllo del traffico aereo.

I droni sono decollati in 12 chiamate sulle 53 pervenute per un arresto cardiaco e in ben 7 casi (64%) hanno fatto registrare l'arrivo a destinazione con il defibrillatore con 2 minuti circa di anticipo in media rispetto alle ambulanze.

Secondo Sofia Schierbeck, dottoranda presso il Centro per la scienza della rianimazione presso il Dipartimento di scienze cliniche e istruzione, Södersjukhuset, Karolinska Institutet, lo studio ha dimostrato la fattibilità del progetto e, anche se nella fattispecie nessun impiego è stato effettuato con i defibrillatori trasportati dai droni, e pur dovendo ancora limare molte variabili connesse per lo più al traffico aereo, si pensi in una grande città, questo tipo di utilizzo potrebbe concretamente rappresentare la realtà in un prossimo futuro.

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