.

.

Ecco la nuova variante Covid Kraken! Vediamo di cosa si tratta e come affrontarla.
Ecco la nuova variante Covid Kraken! Vediamo di cosa si tratta e come affrontarla.
   01/11/2023 13:29:35     Coronavirus Covid 19 , Attualità medico scientifica    0 Commenti

Una nuova variante covid, denominata Kraken, ha recentemente fatto la sua comparsa in Cina e si è contraddista da subito per l'elevato tasso di trasmissibilità al punto che, già da qualche tempo, ha iniziato a diffondersi in alcuni stati negli USA, dove è attenzionata con molta cura.


In particolare se ne sta occupando il ricercatore Eric Topol dell'Istituto Scripps che segue la pandemia di Sars-Cov 2 dalla sua prima apparizione.


Sul Washington Post il ricercatore asserisce che XBB 1.5, nome tecnico della variante covid Kraken, “ha trovato un nuovo modo per colpire e che si sta evolvendo molto rapidamente, tanto che è responsabile del 75% delle infezioni in almeno quattro Stati (New York, Connecticut, New Jersey e Massachusetts) e i ricoveri degli anziani sono confrontabili a quelli visti nel periodo nella prima ondata di Omicron”.


Topol prosegue nelle sue esternazioni aggiungendo che "il virus ci sta parlando e ci sta dicendo che ha molti modi di evolversi.

Prevederne l'evoluzione è difficile, ma l'eventuale comparsa di una nuova variante ci troverebbe impreparati. L'attività di sequenziamento ha infatti avuto un calo del 90% dal 2022 in tutto il mondo", ha aggiunto riferendosi ai dati della banca internazionale Gisaid, che raccoglie le sequenze genetiche del virus SarsCoV2.


Topol ha inoltre aggiunto che la nuova variante covid Kraken si diffonderà molto presto anche in Europa e in molti Paesi asiatici, anche se non esistono ancora elementi sufficienti per dirci se si tratta di fenomeni patogeni o virulenti. Ciò è dovuto anche al diffuso abbassamento delle misure di prevenzione, a cominciare dall'uso delle mascherine di protezione FFP2 o dei test rapidi covid 19 da tampone, cosa che ci permette di sapere se abbiamo contratto il virus comportandoci di conseguenza anzi che portarlo in giro tra la gente.


Occorrerebbe anche, conclude il ricercatore americano, che si sviluppassero nuove azioni coordinate a livello globale per sviluppare vaccini di nuova generazione o mettere a punto nuovi farmaci. Al momento assistiamo inermi e passivi all'evolversi delle cose!

Condividi

0